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Perché il ruolo dell’interprete è fondamentale nelle ricerche di mercato? di Michela Renna

Aggiornamento: 4 feb




La premessa

 

Una ricerca internazionale si basa sul lavoro di squadra di ricercatori, esperti di marketing, analisti, moderatori, interpreti, traduttori e tanti altri professionisti che lavorano insieme verso gli stessi obiettivi.

 

Questo articolo vuole portare alla luce il ruolo chiave dell’interprete simultaneista che traduce le interviste e le animate discussioni dei focus group da una lingua all’altra.

Il mercato italiano richiede generalmente servizi di traduzione dall’italiano all’inglese, ma non mancano ricerche che coinvolgono lingue diverse per clienti francesi, spagnoli o tedeschi.

 

 

In cosa consiste il lavoro dell’interprete

 

Il lavoro dell’interprete non è semplice: richiede conoscenze linguistiche e culturali avanzate della lingua di partenza e della lingua di arrivo. Impone prontezza, capacità di analisi e di sintesi.

I contesti in cui lavora l’interprete sono molteplici: conferenze internazionali, convegni, tavole rotonde, udienze di tribunali e conferenze stampa, ma il contesto più affascinante è senza dubbio quello delle ricerche di mercato.

In questo caso l’interprete, dietro uno specchio, presta la sua voce al moderatore e i due professionisti lavorano in team per fornire una risposta ai quesiti del cliente.

 

I partecipanti dei focus group sanno di essere ascoltati da un team di esperti internazionali e devono rispettare semplici regole per favorire una discussione chiara e costruttiva.

Ma si sa, le regole sono fatte per essere infrante e spesso il moderatore ha un ruolo chiave per garantire una discussione comprensibile per tutti, in tutte le lingue.

Interpreti e moderatori lavorano a braccetto, anche se separati da uno specchio. Da un lato c’è il moderatore che, con garbo e professionalità, modera i gruppi seguendo una guida di discussione. Dall’altro lato dello specchio c’è l’interprete, attento/a ad ogni parola e ad ogni messaggio detto e non detto.

 

Accanto all’interprete c’è il cliente, desideroso di scoprire il significato di parole e gesti apparentemente incomprensibili.

La comunicazione non verbale è presente anche in questi contesti e un’attento/a moderatore/moderatrice è capace di riformulare, a parole, i messaggi non verbali colti durante la discussione, a beneficio dell’interprete.

Sembra un dettaglio insignificante, ma non lo è, perché una percentuale significativa dei messaggi è espressa attraverso canali diversi da quello verbale.

 

 

I gruppi possono accendersi e dare vita a discussioni animate; la regola del parlare uno alla volta viene spesso dimenticata.

Anche qui il moderatore/la moderatrice viene in soccorso dell’interprete, facendo una sintesi dei diversi punti di vista e opinioni, a beneficio dell’interprete, che rapidamente trasferisce gli stessi messaggi in un’altra lingua.

 

Le voci si sovrappongo, i codici dei prodotti diventano ‘questo’, ‘quello’ e ‘quell’altro’, l’interprete traduce, si avvicina allo specchio, ascolta e osserva, cercando di identificare quelle parole temporaneamente prive di significato e, anche lì, arriva in soccorso il moderatore/la moderatrice che dà un nome a ogni elemento.

 

Di nuovo, un dettaglio apparentemente insignificante che però contribuisce a superare con successo la Babele di lingue, garantendo una corretta trasmissione del messaggio.

 

E questo lavorare in tandem tra interpreti e moderatori/moderatrici fa la differenza nella qualità del servizio fornito al cliente.

 

 

Michela Renna, Interprete e traduttrice giurata, Docente di Lingua Inglese e Traduzione presso Università degli studi Federico II, SSML Internazionale e Università Giustino Fortunato 

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