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Le riflessioni delle TAMTAMERS in occasione del 25 Novembre 2/3 - Che cosa vuol dire essere donna oggi? di Stefania Gogna

Aggiornamento: 4 feb

25 Novembre – Donna 



Ho fatto una piccola ricerca, in occasione del 25 Novembre. La domanda è stata una e molto ampia: Che cosa vuole dire essere donna oggi?

Tra le diverse risposte, quelle di Anna e Cinzia, riassumono i principali concetti che sono emersi.

 

Anna - libera professionista

 

“Essere donna oggi? E' un affare complesso, molto legato alla credibilità. Sento il peso della credibilità, del dover dimostrare. Non tanto sul lavoro, ma soprattutto in ambito privato e relazionale. Professionalmente nessuno mette in dubbio la tua competenza, ma in ambito familiare, privato, la dimensione donna pesa ancora tantissimo. Ti interfacci con persone - sia uomini che donne - che faticano a riconoscere i tuoi successi oppure - e peggio – non ti credono. E' come se facessero fatica a rinunciare all'idea di donna materna e piacevole. Vedi, mi pare assurdo. A volte faccio le cose così bene che mi pare impossibile che le abbia fatte io”.

 

C’è un minuto lunghissimo di pausa, carico di silenzio, infine Anna scoppia a ridere di gusto. Sta parlando con me, donna, quindi sa che posso capirla.

 

Da quel momento, disarchiviamo le false identità.

Sembra quasi che mi stia parlando di qualcosa che ha scelto per se stessa, ma che non fa parte completamente di sé.

 

“Toglimi una curiosità. Non puoi fare a meno di lamentarti e cercare di vivere una vita normale?”. La mia domanda non è esattamente gentile. Ha un qualcosa di generico consiglio da amica. E’ inappropriata, ma è solo una provocazione. Ottengo quello che sto cercando…

 

Sembra che io non possa decidere di essere quella che vorrei. Sono le condizioni che sfoltiscono i miei sogni”, mi risponde”. Teme di dire le cose, ma sa cosa dire e le direbbe nel modo giusto se solo avesse più sicurezza nelle proprie capacità, nella propria persona.

 

 

“Essere donna oggi per me significa non nascondere quello che sentiamo nel profondo, senza conformismi, dando espressione ai desideri di realizzazione personale e/o lavorativa; cercare di avere relazioni significative, vivendole con la sensibilità e la “dolcezza” che ci contraddistinguono; avere libertà di pensiero e di azione in ogni contesto della vita”.

 

Non tutti lo capiscono, per la donna il ruolo sociale è un vestito da vestire e un concetto ancora da spiegare.

Non è un problema di vita lavorativa / vita familiare, è un problema di vita pubblica / vita privata. E’ una questione estenuante che riguarda il dilemma competenza / amabilità: se sei competente non sei amabile, è quello che Cinzia vuole dire?

 

L’insaziabile desiderio di competere, di riuscire e di dimostrare il proprio valore rende poco facile contenere l’energia. Le definizioni “sei come un uomo”, “iperattiva”, “aggressiva” non sempre suonano come complimenti. Spesso sono solo dure scorze che servono proprio alla credibilità, come dice Anna.

 

E voi, che cosa ne pensate?

 

Stefania Gogna, Semiologa e Cultural Strategist

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